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programma >> EVENTO N.16
sabato 2 settembre. ore 19.00.
piazza Matteotti - euro 3,00
Pier Aldo Rovatti - Giocare, imparare a saltare ascolta l'intervento
Un salto, anzi una serie di salti, al di qua e al di là della linea immaginaria e mobile che separa la realtà e la finzione. Questo saltellare avanti e indietro, che sembra un gioco da ragazzi, in effetti è un gioco rischioso. Richiede un’agilità che appartiene più alla mente che al corpo ma che è comunque un esercizio della mente e del corpo. Saltare da una cornice all’altra non è mai senza rischio. Lasciare, seppure per gioco, la cornice abituale, è rischioso perché niente assicura del tutto il salto. Non c’è nessuna rete che protegga davvero questo salto, il quale, tuttavia, non è un salto nel vuoto perché resta sempre un salto giocato.
Pier Aldo Rovatti, 1942, insegna Filosofia contemporanea a Trieste e dirige la rivista di filosofia Aut Aut dal 1976. Dopo aver pubblicato volumi su Whitehead, Sartre e Marx, ha fatto un pezzo di strada a fianco di Gianni Vattimo nel segno del cosiddetto “pensiero debole”. È affezionato a un suo saggio dal titolo Abitare la distanza, scritto alla metà degli anni Novanta (presto in riedizione da Cortina). Si è occupato di Freud e di Lacan. Ha preso molto sul serio Foucault e Derrida. Negli ultimi tempi ha riflettuto soprattutto intorno al pensiero paradossale, alla follia e al gioco. Fra i suoi libri ricordiamo: con A. Dal Lago Per gioco (Cortina, 1993); Il paiolo bucato (Cortina, 1998); La follia in poche parole (Bompiani, 2000); con D. Zoletto La scuola dei giochi (Bompiani, 2005). In occasione del Festival della Mente esce per Cortina La filosofia può curare?
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