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	<title>Festival della Mente &#187; 2013</title>
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	<description>Il primo festival europeo dedicato alla creatività</description>
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		<title>Edizione 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 12:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici del Festival della Mente, grazie. Alle soglie del decennale del festival vogliamo ringraziarvi per queste indimenticabili edizioni passate insieme, trascorse molto velocemente, come tutte le cose belle. I ricordi di questi anni compongono una fotografia dell&#39;Italia come sempre la vorremmo, fatta di tante persone interessate a riflettere e disposte ad ascoltare, di molti <a href="https://www.festivaldellamente.it/it/edizione-2013/">[...]</a>]]></description>
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<p>
	Cari amici del Festival della Mente, grazie. Alle soglie del decennale del festival vogliamo ringraziarvi per queste indimenticabili edizioni passate insieme, trascorse molto velocemente, come tutte le cose belle. I ricordi di questi anni compongono una fotografia dell&#39;Italia come sempre la vorremmo, fatta di tante persone interessate a riflettere e disposte ad ascoltare, di molti pensatori e intellettuali che si mettono in gioco e discutono per il bene comune e per l&#39;interesse all&#39;approfondire. Il festival ha dimostrato come esista una cultura viva e forte, non basata sui narcisismi, sui toni alti, sui numeri roboanti, ma piuttosto sulla qualit&agrave;, sulle eccellenze vere, sulla disponibilit&agrave; al dialogo, sulla voglia di conoscenza e di condivisione, in poche parole sulla volont&agrave; di migliorare. Questo &egrave; quanto ci ha guidato in questi primi dieci anni, lo abbiamo fatto insieme alle tantissime persone che hanno partecipato venendo anche da molto lontano, e con gli oltre cinquecento relatori che hanno reso il Festival della Mente una delle iniziative culturali italiane pi&ugrave; apprezzate e amate. Amate anche dai ragazzi, pi&ugrave; di quattromila, che ci hanno aiutato lavorando come volontari e che poi del festival sono divenuti il pubblico e gli ambasciatori, portandone un ricordo che, speriamo, li stimoler&agrave; e li aiuter&agrave; a capire meglio la realt&agrave;. Tutti noi assieme dimostriamo che c&#39;&egrave; un&#39;Italia &quot;altra&quot; e diversa, non urlata, non esibita, ma alacre e volenterosa. Un&rsquo;Italia che crede che la cultura sia il nutrimento migliore. Anche quest&rsquo;anno, quindi, ci siamo impegnati a costruire un programma che speriamo originale, stimolante e sempre basato sulla qualit&agrave;, a partire dai relatori, alcuni dei quali tornano in occasione del decennale. Vorremmo infatti che quello iniziato nel 2004 fosse un dialogo costante, in continuo aggiornamento e rinnovamento fra relatori e pubblico. Grazie, cari amici, da Giulia Cogoli, direttrice del festival da dieci anni, dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana che hanno sempre sostenuto il festival da vicino, nonostante la crisi e le difficolt&agrave;; insieme abbiamo costruito un piccolo, ma speciale, momento di futuro.</p>
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		<title>Evento n.38</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 21:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Medioevo da non credere. La terra piatta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cristoforo Colombo dovette convincere i dotti di Salamanca che la terra era rotonda prima di ottenere dalla regina Isabella le tre caravelle; molti pensavano che fosse un pazzo, e che arrivato al confine del mondo sarebbe precipitato nel nulla, perch&eacute; la terra era piatta. Questa storia &egrave; conosciuta da tutti, e negli ultimi due secoli &egrave; stata rappresentata in innumerevoli opere d&#39;arte, dai quadri dei pittori <em>pompier</em> ai fumetti di Altan. Ma come mai prima dell&#39;Ottocento non se ne trova traccia da nessuna parte? E se nel Medioevo credevano che la terra fosse piatta, come mai tutti i re e gli imperatori medievali rappresentati nelle miniature, negli affreschi e nelle statue dell&#39;epoca portano in mano un globo, per simboleggiare il loro dominio sul mondo?</p>
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		<title>Evento n.37</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 19:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[No al geniocidio! (Dall’estro al creame)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirare: inspirare, espirare, espiare, spirare, poi, aspirare a re-ispirare, e a essere re-ispirati. Dopo, con la fantasia e attraverso le creazioni, si diventa calore improvviso, fervore, profezia: la grande estroversione che fa di noi ben altro, ben oltre, un&rsquo;energia che devasta le proporzioni occulte fino a diventare, non solo a fare, fino all&rsquo;arte conscia e inconscia, alla trascendenza che, grazie all&rsquo;estro, deflagra e non consente pi&ugrave; di restare corti o piccoli, modesti o mai nati. &Egrave; il d&rsquo;improvviso che scaturisce, parla, forma, scolpisce; consapevolezza d&rsquo;esser sangue e vena allo stesso tempo, propensione alla propulsione, pensare, scrivere e parlare a catena, ma che non lega, al massimo unisce, non costringe ma allarga e allaga. Dopo dieci anni Alessandro Bergonzoni torna al Festival della Mente in un esilarante dialogo con il pubblico sul tema della creativit&agrave;.</p>
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		<title>Evento n.36</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 19:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di fronte agli occhi degli altri]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettacolo propone una riflessione sulla Resistenza attraverso l&rsquo;incontro e la partecipazione di ex partigiani e del coreografo e ballerino Virgilio Sieni. Un ciclo di danze strutturate in un passaggio da mano a mano che avviene tra il danzatore e gli ospiti, incontrati pochi minuti prima di andare in scena, come in un &ldquo;gioco del tatto&rdquo; che vuol rendere continuamente dignit&agrave;, libert&agrave; e riscatto alla condizione di appartenere a un corpo. Tutto si riferisce da una parte al loro vissuto, agli avvenimenti che hanno tracciato, al dolore e alla forza del resistere, alla loro esistenza, e dall&rsquo;altra alla capacit&agrave; di vicinanza gestuale e di trasmissione &ldquo;soffiata&rdquo; nelle tracce del corpo. Con Naomi Berrill (violoncello); produzione Compagnia Virgilio Sieni, Th&eacute;&acirc;tre du Merlan sc&egrave;ne nationale &agrave; Marseille.</p>
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		<title>Evento n.35</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 17:31:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa cambierà il nostro futuro. Il cervello segreto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si &egrave; visto di recente che esiste una sorta di &ldquo;cervello nel cervello&rdquo;, una regione cerebrale che si d&agrave; un gran daffare quando il cervello non fa niente di specifico. Comprende aree della corteccia prefrontale, con la quale pensiamo e immaginiamo, e della corteccia parietale posteriore. Tutta questa parte del cervello non ha un nome specifico ma la possiamo definire come circuito di default, perch&eacute; si attiva per default, ovvero in mancanza d&rsquo;altro. &Egrave; pi&ugrave; attiva quando il cervello non fa niente e si calma quando il cervello fa qualcosa di specifico. Che cosa fa questa vasta regione cerebrale? Secondo un&rsquo;ipotesi particolarmente interessante &ldquo;pensa al futuro&rdquo;, cio&egrave; fa piani per ci&ograve; che sar&agrave; o, meglio, per ci&ograve; che potr&agrave; essere; secondo un&rsquo;altra ipotesi, invece, questa attivit&agrave; &egrave; connessa con la coscienza, cio&egrave; con la sensazione di esserci anche in assenza di specifici contenuti cerebrali.&nbsp;</p>
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		<title>Evento n.34</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 17:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La creatività dell’amore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Punto di partenza per Enzo Bianchi &egrave; il <em>Cantico dei cantici</em>, il gioiello letterario che descrive la relazione tra due innamorati, simbolo delle coppie che ripetono il miracolo dell&rsquo;amore. Il loro pu&ograve; divenire un autentico esercizio di libert&agrave; e creativit&agrave;, aprendosi cos&igrave; a ogni altro terzo, fino al Terzo, Dio. &laquo;Forte come la morte &egrave; l&rsquo;amore&raquo;: questo l&rsquo;epilogo del testo, che allude al dilemma dell&rsquo;incontro-scontro tra Amore e Morte. L&rsquo;amore &egrave; &laquo;una fiamma divina&raquo;, fonte di vita e creativit&agrave;. Per Massimo Cacciari per&ograve; il rapporto creativit&agrave;-amore non &egrave; sempre semplice: come trovare nella passione l&#39;humus per la creativit&agrave; della mente? La relazione possibile &egrave; quella che suona nel termine <em>philo-soph&igrave;a</em>, originariamente sinonimo di scienza? Di questa <em>phil&igrave;a</em> solo &egrave; possibile parlare in relazione alla mente? Forse scuotendo questi termini potr&agrave; uscirne una <em>co-agitatio</em>&#8230; Dialogo tra un teologo e un filosofo.</p>
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		<title>Evento n.33</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 15:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A proposito della bellezza ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Simone Weil annotava: &laquo;Tutte le volte che si riflette sul bello, si &egrave; arrestati da un muro. Tutto ci&ograve; che &egrave; stato scritto al riguardo &egrave; miserabilmente ed evidentemente insufficiente&raquo;. Pochi altri concetti sono tanto variabili e soggettivi quanto la bellezza. Ci&ograve; che ci appare bello, a un altro pu&ograve; sembrare brutto o indifferente. &Egrave; ci&ograve; che accade quando valutiamo un film o esprimiamo il nostro giudizio su un&rsquo;opera d&rsquo;arte contemporanea. Al tempo stesso vi sono alcune cose &ndash; lo sguardo di un bambino, i colori di un tramonto &ndash; della cui intrinseca bellezza nessuno dubiterebbe. Per alcuni essa &egrave; legata alla soggettivit&agrave; del gusto individuale; per altri, invece, bello &egrave; ci&ograve; che corrisponde a parametri che possono essere definiti in termini oggettivi. Nel tentativo di uscire da queste antinomie, Umberto Curi esamina i modi in cui era concepita la bellezza alle origini della tradizione culturale dell&rsquo;Occidente.</p>
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		<title>Evento n.32</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 15:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nulla dies sine linea. Nessun giorno senza prendere la matita in mano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Nessun giorno senza prendere la matita in mano e tracciare una linea&#8230; la mia fantasia &egrave; stata sempre caoticamente affollata&raquo;. Antonio Marras disegna, raccoglie sguardi e frammenti per quelle che saranno poi le sue opere, un modo di tracciare mappe e segnare territori, di organizzare voci e silenzi. La moda, per lui, &egrave; il legame con gli altri linguaggi, un nuovo alfabeto che pu&ograve; comunicare con essi. Un viaggio nelle metamorfosi: ed &egrave; proprio l&rsquo;idea del viaggio ad assumere un ruolo importantissimo nella definizione dei confini e delle forme del contemporaneo, dove la vertigine del cambiamento segna le identit&agrave;. Un dialogo anche per immagini tra FAM e Marras, a partire dall&rsquo;incontro come strategia poetica e politica, come fluire continuo, come movimento che supera le barriere, come fuga dalle strategie di controllo, come spazio interstiziale.&nbsp;</p>
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		<title>Evento n.31</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 13:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Empatia e compassione: risorse per un mondo a rischio?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esseri umani sono dotati della capacit&agrave; di non restare indifferenti alla sofferenza altrui e di condividere esperienze, ma anche della capacit&agrave; di umiliare e disumanizzare. Questo &egrave; il nodo profondo dell&rsquo;empatia, strettamente intrecciato con le contraddizioni della vita contemporanea. Si spiega cos&igrave; perch&eacute; l&rsquo;empatia sia uscita dai dipartimenti di filosofia e dai laboratori dei neuroscienziati e oggi stia assumendo un decisivo ruolo etico-politico. Aspetti centrali della crisi contemporanea &ndash; degrado ambientale, trionfo dell&rsquo;avidit&agrave; e della corruzione nella finanza e in politica, perdita dei legami sociali &ndash; possono essere superati solo con il riconoscimento dell&rsquo;altro, la cura e la solidariet&agrave;. Diventa cos&igrave; molto evidente la mancanza di un&rsquo;educazione all&rsquo;empatia in famiglia e nelle scuole, cos&igrave; come la sua ignoranza nei campi pi&ugrave; a rischio come l&rsquo;economia e la politica.</p>
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		<title>Evento n.30</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 13:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’amore dell’arte]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le convenzioni che regolano la produzione culturale nell&rsquo;ampio mondo dei musei e delle mostre, nell&rsquo;Italia della crisi economica? Quali erano nella stagione immediatamente precedente, tra eccessi ed euforie? &Egrave; cambiato qualcosa? Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa si interrogano sulla mancata estinzione di fenomeni che la contrazione delle risorse non ha spazzato via del tutto: i finti Leonardo, i finti Caravaggio, le Grandi Opere dell&rsquo;editoria d&rsquo;arte assistita, le location-invitation, gli intramontabili impressionisti in tourn&eacute;e, i format dei grandi maestri del Novecento&hellip; fino a raschiare il fondo del barile.<em> L&rsquo;amore dell&rsquo;arte</em> &egrave; un libro scritto nel 1969 da Pierre Bourdieu e Alain Darbel; &egrave; stato anche tradotto in italiano nel 1972. In seguito non ci sono stati molti altri tentativi, cos&igrave; radicali, di indagare le leggi della diffusione culturale.&nbsp;</p>
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