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	<title>Festival della Mente &#187; 2015</title>
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	<description>Il primo festival europeo dedicato alla creatività</description>
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		<title>Evento n.30</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Magie della visione
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<span style="color: #ff0000;">L&rsquo;evento &egrave; stato spostato dal Chiostro di San Francesco all&rsquo;Auditorium I.I.S. Parentucelli-Arzel&agrave;</span>
</p>
<p>
	&nbsp;
</p>
<p>
	Un lungo e affascinante viaggio fotografico in Italia attraverso lo sguardo privilegiato di Mimmo Jodice. Roberto Koch guider&agrave; uno tra i pi&ugrave; geniali e importanti fotografi italiani a ripercorrere le tappe della sua carriera caratterizzata da un continuo esercizio del guardare, da una inesausta sperimentazione ispirata anche all&rsquo;opera di pittori (come Carr&agrave;, de Chirico e Magritte), e dalla costante attenzione per il mondo classico. Libero di perdersi nell&rsquo;orizzonte ma anche nei meandri della memoria, Jodice non ha mai smesso di scoprire, meravigliarsi di possibili bellezze e armonie inattese, di improvvisi squilibri e di magie della visione. I suoi viaggi visivi costruiscono il ritratto multiforme di un&rsquo;Italia che grazie anche al suo sguardo &egrave; diventata un simbolo della bellezza universale.</p>
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		<title>Evento n.29</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Cruciverba volant (slacciate le cinture)
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Quanto &egrave; impazzito il nostro italiano? Tanto, perch&eacute; vogliamo essere linguisticamente alla moda. Qual &egrave; il problema? Usiamo troppi anglicismi, una lingua informatica che &egrave; un &ldquo;digitaliano&rdquo;, il sinistrese &egrave; diventato di destra, la new economy impera e la lingua italiana &egrave; porno-emotiva&#8230; Possiamo guarire? S&igrave;, giocando seriamente con queste parole, quindi con noi, diventando consapevoli, cio&egrave; responsabili, dei pensieri che esprimiamo &ldquo;a nostra insaputa&rdquo;. Per allenare la mente, e la coscienza, Luca Mastrantonio inventa un quiz-cruciverba &ldquo;pazzesco&rdquo; con l&rsquo;aiuto dei partecipanti al Festival della Mente: da &ldquo;addicted&rdquo; e &ldquo;adoro&rdquo; a &ldquo;tanta roba&rdquo; e &ldquo;zombi&rdquo;, passando per &ldquo;piuttosto che&rdquo; e &ldquo;sapevatelo&rdquo;, sono tanti i termini fuori di senno e di senso da analizzare e mettere nelle caselle del gioco per poi farli risolvere al pubblico. Una terapia di gruppo tra italianisti anonimi.</p>
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		<title>Evento n.28</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Un quadro per la libert&#224;
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Anche i pittori leggono i giornali. Cos&igrave; lamentava Stendhal, visitando il Salon di Parigi del 1824. Lo infastidiva che il ventiseienne Eug&egrave;ne Delacroix avesse dipinto un evento di storia contemporanea. Ai pittori si chiedevano allora quadri di storia, s&igrave; &#8211; ma remota. Delacroix invece schiaffava in faccia al pubblico una <em>Scena dei massacri di Scio </em>(Chios) che si era appena consumata dall&rsquo;altra parte del Mediterraneo. I Greci si erano sollevati contro l&rsquo;Impero ottomano. In Europa, covavano gli stessi fuochi sotto la cenere della Restaurazione. Delacroix non poteva n&eacute; voleva restare indifferente: le guerre degli altri sono anche le nostre. Questo &egrave; il racconto di una doppia rivolta: quella combattuta sulla superficie dell&rsquo;isola dell&rsquo;Egeo che aveva dato i natali a Omero, e quella combattuta sulla superficie della tela da un giovane artista &#8211; per la libert&agrave;. Degli uomini, e dell&rsquo;arte. Il che, sempre, &egrave; la stessa cosa.
</p>
<p>
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.27</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Ragazzi &#8220;al limite&#8221; e mondo adulto: l&#8217;incontro
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Essere ragazzi &ldquo;al limite&rdquo; &egrave; come vivere stabilmente in una terra di frontiera. Una zona di confine dove non si sente dolore e dove il tempo, lo spazio e i legami non hanno significato. Statisticamente i ragazzi &ldquo;al limite&rdquo; hanno un destino a rischio e una vita breve: che fare per loro? La soppressione dell&rsquo;esperienza del dolore, la mancanza del confronto generazionale, la perdita di autorit&agrave; delle istituzioni sociali (Stato, scuola, politica) e degli stessi padri creano generazioni di ragazzi non pi&ugrave; inclini al pensiero e alla tolleranza della frustrazione, e un indebolimento complessivo della civilt&agrave;. Non bisogna per&ograve; lasciare spazio al pessimismo: esistono cure e rimedi efficaci in grado di rimettere in sicurezza il percorso degli esseri umani.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.26</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Conoscere se stessi e conoscere gli altri: un <em>diverso </em>modo di essere responsabili
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Noi non siamo, o non dovremmo mai essere, monadi dalle porte e dalle finestre chiuse, ma monadi aperte all&rsquo;ascolto di se stessi e degli altri, in una circolarit&agrave; di esperienze che ci rendono consapevoli della nostra responsabilit&agrave; nel determinare i modi di essere e di comportarsi degli altri. La nostra capacit&agrave;, o la nostra incapacit&agrave;, nel riconoscere le emozioni, che sono in noi e negli altri, condiziona le nostre quotidiane relazioni di vita, e le influenza profondamente. Non &egrave; una responsabilit&agrave; giuridica, e nemmeno formale, ma una responsabilit&agrave; etica che ci consente di conoscere meglio, e talora di condividere, il dolore e la gioia, la tristezza e la colpa, e di evitare dolorose ferite dell&rsquo;anima. Nessuno si conosce fino a quando &egrave; soltanto se stesso, e non allo stesso tempo anche un altro; e di questo, delle sue conseguenze sul nostro modo di vivere con gli altri, siamo senza fine responsabili, e non solo in psichiatria.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.25</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 16:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Pigrizia, stanchezza e il nostro continuo correre
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Sembriamo ormai capaci soltanto di quella pigrizia che Roland Barthes definisce &laquo;imbronciata&raquo;, carica cio&egrave; di tutto il senso di colpa di cui &egrave; permeato il nostro vivere. Vogliamo essere competitivi e al passo con il correre del mondo. Ma dov&rsquo;&egrave; che stiamo andando? Siamo ancora capaci di sostare senza percepirlo come una resa? Cosa abbiamo perso dopo aver abbandonato il piacere della dissipazione, del tempo e forse non soltanto di quello? Partendo da Roland Barthes, che ci descrive la delizia della pigrizia, e attraverso le parole di Peter Handke e le riflessioni che il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han dedica al tema della stanchezza, proviamo a ragionare su questi temi nella societ&agrave; contemporanea: il tempo e la pigrizia, l&rsquo;indugio e la stanchezza, l&rsquo;ozio, lo spreco, e il senso di un tempo, senza finalit&agrave; alcuna.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.24</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 15:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Tornare al giardino
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Secondo i Romani, ogni luogo era abitato da una divinit&agrave; minore, un <em>genius loci</em> garante della sua singolarit&agrave;. Il pericolo maggiore, per tutti i popoli dell&rsquo;antichit&agrave; e per quelli detti &ldquo;primitivi&rdquo;, era abitare in un mondo sprovvisto di sacro e quindi di senso. Oggi quei luoghi si fanno sempre pi&ugrave; rari. Banalizzati e convertiti in spazi funzionali, privi d&rsquo;affetto, non consentono alcuno scambio tra noi e la scenografia che ci circonda. Il giardino, antico o contemporaneo, principesco o operaio, pieno di frutti o luogo di piacere, &egrave; da sempre un laboratorio. Gli uomini vi sperimentano modi diversi di abitare il mondo, tra natura e cultura. Se un tempo condensava sogni di bellezza assoluta o cosmogonie, oggi &egrave; diventato luogo di resistenza. Perch&eacute;, non essendo un prodotto consumabile, sfugge alle regole del mercato e ci mette ogni volta in presenza delle energie vive della natura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.23</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 15:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Bach sulle Apuane
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Un violoncellista appassionato di montagna, lo scenario maestoso della natura e le note di uno dei pi&ugrave; grandi geni della storia della musica: Mario Brunello suona le <em>Suites </em>di Bach in alta quota, nel silenzio delle Alpi Apuane, a Foce Rasori (1315 metri), in provincia di Massa Carrara, un palcoscenico di bellezza assoluta su una distesa di vette e valli fino al mare. Brunello e il pubblico saliranno a piedi, in un trekking nel pieno rispetto dell&rsquo;ambiente, verso il luogo del concerto organizzato in collaborazione con Musica sulle Apuane e previsto per le ore 15.00. Due partenze in mattinata con le sezioni del Club Alpino Italiano di Massa e Carrara: da Vergheto, per escursionisti esperti, e da Vinca, adatta a tutti.<br />
	Informazioni, iscrizione e regolamento gita: <a class="bott_big" href="https://www.festivaldellamente.it/it/iscrizioni-e-regolamento-bach-sulle-apuane/">CLICCA QUI</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.57</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 14:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Leggere come non avete mai letto
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong>Laboratorio&nbsp; 5-8 anni</strong><br />
	<strong>Durata: 60 minuti</strong><br />
	<strong>25 partecipanti</strong>
</p>
<p>
	&nbsp;
</p>
<p>
	Lo sapevate che si pu&ograve; leggere senza usare le parole? In questo laboratorio proveremo un insolito e divertente sistema comunicativo, e con forbici, colla e fantasia inventeremo e condivideremo nuove storie utilizzando simboli e immagini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.19 BIS</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 14:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2015]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Gli occhi di Edipo e il complesso di Platone
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
	Abbandonato e solo, privo degli occhi luminosi con cui ha creduto di poter conoscere se stesso e il mondo, Edipo appare, al termine di una delle tragedie pi&ugrave; celebri (l&rsquo;<em>Edipo Re</em> di Sofocle), come il pi&ugrave; infelice tra gli uomini. Ma quali sono le sue colpe? Quali le sue responsabilit&agrave;? &Egrave; il destino che ha orchestrato per lui le peggiori nefandezze. Per lui che ha sempre inseguito onest&agrave; e correttezza al punto da essere considerato ≪il migliore dei mortali≫. Assistendo a una simile catastrofe della conoscenza umana dagli spalti del teatro di Atene, un ragazzo di buona famiglia soprannominato Platone piangeva disperato. Di l&igrave; a poco, diventato uomo, avrebbe tentato di sovvertire la maledizione, dimostrando che la conoscenza del bene pu&ograve; portare solo felicit&agrave;. Il suo lavoro titanico per&ograve; non ebbe completo successo. Che cosa imped&igrave; al pi&ugrave; grande filosofo dell&rsquo;antichit&agrave; di realizzare il suo sogno?
</div>
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