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	<title>Festival della Mente &#187; 2016</title>
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	<description>Il primo festival europeo dedicato alla creatività</description>
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		<title>Evento n.39</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 14:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Lo spazio della guerra. La terza guerra d&#8217;indipendenza
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Nel 1866 l&rsquo;Italia, unita da cinque anni, attacca per la terza volta il secolare nemico, l&rsquo;Austria, per completare il balzo verso oriente interrotto sette anni prima dall&rsquo;armistizio di Villafranca. Stavolta la Lombardia &egrave; la base di partenza dell&rsquo;invasione, il nemico &egrave; costretto nelle fortezze del Quadrilatero, gli italiani hanno la superiorit&agrave; numerica e generali sicuri della vittoria. Ma in guerra esistono tanti fattori che possono cambiare un esito apparentemente gi&agrave; scritto: un piano strategico troppo ambizioso, le rivalit&agrave; fra generali, i difetti atavici di un paese dove &egrave; considerato saggio non assumersi responsabilit&agrave;. Oltre alle costrizioni geografiche di uno spazio che ripropone sempre gli stessi dilemmi, al punto che la battaglia decisiva si combatter&agrave; a Custoza, proprio dove si &egrave; combattuta, e persa, la battaglia decisiva della prima guerra d&rsquo;indipendenza.</p>
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		<title>Evento n.38</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	La voce della strada. Parole, suoni e immagini raccolti lungo la via Appia
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Un racconto di viaggio che &egrave; come uno spartito, con l&rsquo;inizio inteso come <em>Ouverture</em>. Un evento acustico, organizzato per l&rsquo;orecchio e la voce, che incide parole narrabonde sul solco del vinile con la puntina di grammofono della voce. Paolo Rumiz racconta l&rsquo;avventura magnifica e terribile, terrena e visionaria, vissuta attraverso meraviglie ma anche devastazioni, lungo la pi&ugrave; antica via europea. Alessandro Scillitani descrive gli spazi attraversati mediante montaggi visuali e sonori, accompagnati dal vivo dalle musiche da lui composte lungo il cammino (Tommi Prodi, <em>chitarra</em>, Stefano Ferrari, <em>violino e basso</em>, Marco Macchi, <em>piano</em>, Mimmo Fontana, <em>batteria</em>). Completano il percorso citazioni di illustri viaggiatori, letture dal libro <em>Appia</em> di Rumiz e le musiche originali di Alfredo Lacosegliaz.</p>
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		<title>Evento n.37</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	La felicit&#224; di essere coro
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Dall&rsquo;antica Grecia fino a oggi il coro &egrave; sempre stato il fondamento del teatro. &Egrave; grazie al coro che il teatro si riempie di vita, emozioni e sorprese, e si realizza il senso di un importante proverbio africano: &laquo;Io sono noi&raquo;. Ecco perch&eacute; proprio dal coro comincer&agrave; la lezione di teatro di Marco Martinelli, fondatore della &ldquo;non-scuola&rdquo;, la pratica teatrale-pedagogica con gli adolescenti che insieme al Teatro delle Albe ha portato in tutta Italia e nel mondo, da Napoli-Scampia a Dakar, da Rio De Janeiro a New York. Attraverso il canto e la danza con un gruppo di ragazzi del territorio spezzino, incontrati la sera stessa dell&rsquo;evento, si parler&agrave; di come pu&ograve; essere fecondo l&rsquo;incontro tra il teatro e la societ&agrave;, tra la scena e la vita.</p>
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		<title>Evento n.36</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Lo spazio del sogno: Penelope e Achille
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<em>Hypnos</em>, Sonno, e <em>Thanatos</em>, Morte, sono fratelli. Forse quel che vediamo durante il sonno mette in contatto lo spazio della vita e quello della morte? Sembrano domandarselo &laquo;la saggia&raquo; Penelope e Achille &laquo;piede veloce&raquo;, quando si svegliano da due celebri sogni. La prima quando, ormai certa della morte di Odisseo, lo vede giovane e lo sente entrare nel letto e in lei. Il secondo, quando spossato dal dolore per la perdita dell&rsquo;amico, si addormenta e lo vede accanto a s&eacute; e gli parla. Che succede quando un sogno ci visita? &Egrave; dalla terra dei sogni che proviene, dalla terra contigua alla terra dei morti? La risposta dei cantori omerici &egrave; affidata a una donna, Penelope, e ci obbliga a fare i conti con noi stessi. Perch&eacute; lo spazio del sogno &egrave; lo spazio dell&rsquo;interiorit&agrave;. Dove chi ci ha lasciato rimane per sempre. Letture di Valentina Carnelutti.</p>
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		<title>Evento n.35</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	I confini dell&#8217;anima e quelli del mondo
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Nuovi confini si stanno disegnando nelle geografie globali: popoli in fuga si espandono dal sud del mondo verso il nord; contemporaneamente il modello dell&rsquo;Occidente si diffonde in modo ambiguo in ogni angolo della terra. &Egrave; questo il momento in cui urge ridefinire le linee fragili di demarcazione tra male e bene. Il pensiero si &egrave; a lungo interrogato sul perch&eacute; del male. Forse &egrave; fruttuoso oggi provare anche a interrogarci sul perch&eacute; del bene. &Egrave; un ardore gratuito che alimenta qua e l&agrave; la vita delle creature? O un atto di resistenza alle forze di distruzione? O ancora un operare capace di edificare un futuro per l&rsquo;umanit&agrave;? Mentre il male agisce in superficie, come dice Hannah Arendt, il bene entra in profondit&agrave;, sta al fondo delle cose, ai margini della storia. In quegli spazi, forse, si pu&ograve; creare una possibilit&agrave; di nuovi confini dell&rsquo;umano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.34</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Neuroni specchio: anatomia di una scoperta rivoluzionaria
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	La scoperta dei neuroni specchio avvenne quasi casualmente, studiando il sistema motorio di una scimmia. Giacomo Rizzolatti e il suo team la lasciarono libera e si resero conto che alcuni suoi neuroni si attivavano sia quando compiva un&rsquo;azione sia quando osservava lo sperimentatore fare la medesima azione: i &ldquo;neuroni specchio&rdquo;. Qualcuno li chiamer&agrave; i &ldquo;neuroni dell&rsquo;empatia&rdquo;. Perch&eacute; questa scoperta, che ha rivoluzionato l&rsquo;idea che abbiamo della mente umana, ha affascinato non solo gli scienziati, ma anche gli psicologi e i filosofi? A quale nuova idea di emozioni e intelligenza, pensiero e linguaggio, natura e cultura, scienza e filosofia sembra condurci?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.32</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	La poetica dello spazio. Parole e disegni sul luogo in cui viviamo
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Un viaggio di immagini e di idee all&rsquo;interno di quello spazio cos&igrave; intimo, e insieme cos&igrave; collettivo, che &egrave; l&rsquo;abitazione dell&rsquo;uomo. Attraverso una serie di disegni realizzati contestualmente, e di parole pronunciate nel medesimo tempo, Marco Belpoliti spiega e racconta l&rsquo;idea di casa come guscio, e ci guida alla scoperta degli spazi che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: la cucina e la camera da letto, il tinello e la sala, le scale e il mezzanino. Partendo dalle pagine scritte da Gaston Bachelard, epistemologo e poeta, e passando in rassegna molti testi di autori del &lsquo;900 e contemporanei (come <em>La mia casa</em> di Primo Levi), si osservano da vicino i cassetti, gli armadi, i letti, le cassapanche, tutto ci&ograve; che nella casa &egrave; rotondo e ci&ograve; che &egrave; invece dotato di spigoli. E si scopre che la casa &egrave; uno spazio dell&rsquo;intimit&agrave; e dell&rsquo;esteriorit&agrave;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.33</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 13:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Il fiume non sbaglia mai
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Alberto Casiraghy e Josef Weiss sono veri e propri artisti del libro. L&rsquo;uno a Osnago, l&rsquo;altro a Mendrisio, da anni si dedicano a un&rsquo;attivit&agrave; editoriale e tipografica di pregio, stampando ancora coi caratteri mobili, conservando la memoria di un&rsquo;operosit&agrave; perfetta, fatta di manualit&agrave; e tecnica ma anche di inventiva e poesia. Con il loro lavoro, improntato alla cura, alla qualit&agrave; e alla bellezza, sembrano vivere in un mondo a parte, lontano dalla frenesia della societ&agrave; contemporanea. Silvio Soldini ritrae quel microcosmo che persiste e resiste in un un film poetico e leggero, dal titolo <em>Il fiume ha sempre ragione</em>, che si trasforma in una dichiarazione d&rsquo;amore al pensiero e all&rsquo;arte. Alla proiezione del film (della durata di 72 minuti) seguir&agrave; l&rsquo;incontro con il regista e i due protagonisti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.31</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 12:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	Graffiti, tag e murali: l&#8217;arte spazia sui muri
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Dovunque nel mondo proliferano graffiti, tag e murali. C&rsquo;&egrave; chi li vuole cancellare, come i volontari del &ldquo;bello&rdquo;, i difensori del candore delle pareti e della pulizia murale. Ma c&rsquo;&egrave; anche chi li vuole proteggere e magari staccare perch&eacute; potrebbero avere un valore di mercato. Qual &egrave; la posta in gioco di questa guerra? Quale relazione esiste tra street art e arte contemporanea e qual &egrave; la natura dei conflitti contemporanei sui graffiti? Ci&ograve; che emerge &egrave; un allargamento dei confini dell&rsquo;arte e soprattutto la volont&agrave; di soggetti, fin qui emarginati dalla possibilit&agrave; di dire la loro e dal controllo estetico dello spazio urbano, di dare espressione alla protesta o semplicemente all&rsquo;ironia. La guerra dei graffiti si rivela come la versione artistica di un antico scontro sul tema: chi possiede la citt&agrave;?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evento n.30</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 12:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Festival della Mente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2016]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	La memoria dello spazio. Le macerie del clima e la pattumiera di casa
</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Come ognuno di noi, anche le civilt&agrave; lasciano una traccia nello spazio che abitano. Le proporzioni cambiano in modo drammatico, eppure non c&rsquo;&egrave; una vera differenza tra le macerie che una catastrofe climatica potrebbe lasciare dietro di s&eacute; e la piccola apocalisse domestica di cui le nostre pattumiere sono testimoni. Resti e rifiuti, immondizia e scorie appartengono a una dimensione quotidiana dell&rsquo;esistenza, sono nello stesso tempo la memoria di una distruzione gi&agrave; avvenuta e il monito di un cataclisma planetario ancora scongiurabile. Dialogano su questi temi Bruno Arpaia, che immagina un futuro nel quale l&rsquo;Europa stessa &egrave; stata consegnata al deserto, e Alessandro Zaccuri, che esplora gli usi narrativi e artistici della spazzatura.</p>
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